Separare l’alimentazione analogica
da quella digitale ?

Descritta come una buona prassi, spesso consigliata e piuttosto diffusa tra gli appassionati, quella di separare le linee di alimentazione dei sistemi audio applicando una suddivisione netta:

da una parte il digitale, dall’altra l’analogico.

Ma è davvero una buona idea ?

Iniziamo dallo scopo: a cosa serve, o dovrebbe servire, la separazione delle alimentazioni nella catena audio ?

Se è vero che i componenti di un sistema di riproduzione musicale si influenzano tra loro tramite la linea di alimentazione comune, occorre comprendere COME questo avviene.

Sappiamo infatti che ogni alimentatore attinge energia dalla rete, e lo fa in modalità che dipendono dalla tipologia di alimentatore (si usa distinguere tra lineari e switching) e dal tipo di assorbimento.

Il trasformatore presente in ogni alimentatore ha un funzionamento bidirezionale: trasferisce a valle, quindi sull’avvolgimento secondario, ciò che avviene a monte. Ma è vero anche l’opposto: l’assorbimento generato dal carico collegato al secondario si riflette inevitabilmente sul primario e da questo alla rete.

La differenza principale, anche se non certo l’unica, tra gli alimentatori lineari e quelli switching riguarda la frequenza di lavoro, con i primi forzatamente legati alla frequenza di rete (50 o 60Hz a seconda del Paese) e i secondi che operano solitamente a frequenze ben superiori e tipicamente ben al di fuori della banda audio. 

Questo fattore determina conseguenze soprattutto dalla distribuzione spettrale del rumore, ma l’effetto di modulazione della linea di rete, che dipende appunto dall’assorbimento di potenza da parte del carico, resta una conseguenza comune ad entrambe le tipologie di alimentatori.

Da questo punto di vista possiamo facilmente separare i componenti in 2 gruppi distinti: del primo fanno parte quelli a basso assorbimento, come ad esempio le sorgenti e i preamplificatori, mentre nel secondo troviamo certamente gli amplificatori di potenza.

Con un ragionamento di semplice proporzione risulta piuttosto evidente l’importante influenza che i dispositivi di potenza possono avere su quelli di segnale, mentre la condizione opposta appare decisamente meno probabile.

La domanda successiva appare ovvia: quali conseguenze derivano da questa influenza reciproca tra i componenti del sistema audio ?

La richiesta di corrente da parte di un finale di potenza genera un assorbimento che è in parte fisso e dipendente dal funzionamento stesso dell’amplificatore (ad esempio la ricarica dei condensatori di livellamento che avviene 100 o 120 volte al secondo), e in parte variabile in funzione della potenza istantanea erogata ai diffusori, con una forte correlazione a segnale musicale.

In una situazione ideale in cui la linea di alimentazione fosse virtualmente perfetta potremmo probabilmente trascurare ogni ricaduta negativa sul risultato finale. Tuttavia nulla di perfetto esiste, e la rete di alimentazione è caratterizzata da limiti fisici che ne determinano il comportamento, istante per istante, relativamente alla sua capacità di erogare tutta la corrente necessaria al sistema.

La conseguenza diretta di questi limiti fisici, uniti alle caratteristiche di assorbimento da parte dei finali di potenza, generano una modulazione della tensione di rete che, in quanto comune a tutto il sistema, ritroviamo sui secondari di tutti i dispositivi collegati: sorgenti, streamer, DAC, preamplificatori che inevitabilmente subiranno gli effetti negativi.

Il livello di contaminazione del segnale, unico fattore che in ultima analisi ci deve interessare, dipende da diversi fattori, dipendenti dalle caratteristiche intrinseche dei singoli componenti e da quelli della rete che li alimenta, tuttavia possiamo concludere con una affermazione difficile da smentire: nessun dispositivo è completamente immune da ciò che lo alimenta, e nessuna rete elettrica è in grado di fornire una tensione di rete perfettamente stabile ed esente da distorsioni, modulazioni e disturbi.

Torniamo ora alla domanda iniziale

Ha davvero senso separare l’alimentazione analogica da quella digitale ?

Considerando che la maggior parte dei disturbi viene prodotto dai finali di potenza e propagato agli altri componenti del sistema, la prima operazione da effettuare dovrebbe riguardare appunto queste due tipologie.

Per quanto riguarda poi le elettroniche di segnale, la distinzione tra i segnali digitali e quelli analogici appare meno influente rispetto al tipo di alimentatore utilizzato, che diventa spesso determinante ai fini del contenimento del rumore di fondo, elemento di fondamentale importanza nel preservare l’integrità del segnale musicale, sia esso in formato digitale o analogico.